02/05/2011

come guarire dalla cefalea ed emicrania

Guarire da CEFALEA ED EMICRANIA

La loro causa potrebbe essere il malposizionamento della prima vertebra cervicale:


L’ATLANTE


Possiamo dividere i mal di testa in questi gruppi principali:

· Emicrania

· Muscolo-Tensiva

· Ormonale

· A Grappolo

· Mal di testa da Sinusite

L’Emicrania tecnicamente viene definita tale un mal di testa di un lato del cranio. Spesso accompagnata da nausea, vomito, disturbi visivi. Vi sono due maggiori tipologie dell’emicrania:

Emicrania Classica: circa il 10-15%, caratterizzata da Aura (turbe visive e vascolari).

Emicrania Comune: circa 85% dei mal di testa senz’Aura.

La maggior parte dei mal di testa viene “innescato” e non causato da cambiamenti dei livelli di zucchero, cambiamenti ormonali, stress e fatica, alimenti.

L’Emicrania può esordire in ogni momento della vita, tuttavia sono gli adolescenti ad esserne i più affetti. Circa il 10% degli uomini ed il 20% delle donne ha fatto esperienza o soffre frequentemente di Emicrania. E’ calcolato che circa 6 milioni di Italiani soffrano di Emicrania cronica.

Di solito, l’arrivo dell’Emicrania è preannunciato da disturbi visivi tipo luci brillanti colorate, la così detta Aura. Il mal di testa dura dalle 8 ore a 3 giorni, vi può essere un dolore sordo, oppure un pungente dolore freddo, spesso è presente un dolore invalidante retro-oculare o alla tempia. Usualmente chi soffre di emicrania cerca calma, oscurità e riposo.

L’Emicrania esige il suo caro prezzo sia ai sofferenti che alle loro famiglie, in qualità della vita e in perdita di produttività.

Mal di testa Muscolo-Tensivo

All’incirca il 75% di tutti i mal di testa cronici rientrano in questa categoria.

Vi sono due tipi di mal di testa Muscolo-Tensivo:

- Acuto: mal di testa temporanei che sono alleviati da riposo, rilassamento o dai comuni farmaci da banco.

- Cronico: mal di testa con episodi frequenti, si arriva perfino a mal di testa quotidiani, e se non rispondono rapidamente ai farmaci più comuni, spesso si devono usare farmaci e dosaggi più aggressivi.

La nostra tecnica di cui siamo depositari, di correzione dell’Atlante, ha dimostrato essere efficace anche per questo tipo di mal di testa.

Mal di testa ormonale

Chiaramente, i mal di testa possono essere innescati dai cambiamenti nella chimica del corpo. I fattori di questi cambiamenti includono: stress, irregolarità alimentari e il flusso mestruale.

Si noti che ribadiamo il concetto di “innescati” e non “causati”. Non sempre lo stress, il saltare un pasto o una cena abbondante e il ciclo mestruale possono causare, a tutte le persone, un mal di testa. Le ultime ricerche sono ampiamente concordi a riguardo nell’affermare che in questi casi la vera causa del mal di testa è assente.

I mal di testa non sono causati dal livello di stress, dalla stanchezza o dalla dieta. Questi fattori possono sembrare essere loro la vera causa, semplicemente perché essi sono effettivamente l’innesco dei mal di testa nella maggior parte della popolazione sofferente.

Cefalea a Grappolo

Il dolore causato da Cefalea a Grappolo è considerato essere il dolore più forte che una persona possa provare. Questo tipo di mal di testa è riconosciuto come il più doloroso, hanno origine vascolare e avvengono in meno dell’1% dei veri pazienti sofferenti da mal di testa. La Cefalea a Grappolo è circa 5 volte più comune nella popolazione maschile

I sintomi sono arrossamento oculare, lacrimazione, naso pieno o rinorrea, gonfiore palpebrale, ptosi e riduzione del diametro pupillare (miosi), sudorazione della faccia e della fronte, in varia combinazione e nello stesso lato del dolore, e ad un senso di irrequietezza e/o agitazione. Il dolore può essere così intenso che i pazienti sofferenti possono desiderare il suicidio.

Mal di testa da Sinusite

Molte persone (compresi i medici, osteopati etc.) sbagliano la diagnosi dell’Emicrania o della Cefalea a Grappolo con il mal di testa da Sinusite, che avviene in una piccolissima frazione della popolazione e viene accompagnata da rinorrea e febbre.

Come mai tanti tipi di Mal di Testa hanno dolore ai seni? Tutto ciò ha a che fare con il “dolore riferito”. Alcuni esempi di dolore riferito sono: il mal di schiena quando si ha una infezione renale, altro esempio è il dolore al braccio sinistro quando si hanno problemi al cuore.

Dolore ai Seni associati con Mal di Testa spessissimo hanno un legame con il Nervo Craniale V. Il coinvolgimento di questo nervo può causare dolore al viso, alla fronte, dolore retro-oculare ed ai seni.

 

ARTROSI CERVICALE: DOMANDE E RISPOSTE

ARTROSI CERVICALE: DOMANDE E RISPOSTE

ARTROSI CERVICALE

A cura di Maura Peripoli

Di artrosi cervicale ne soffrono indistintamente sia le donne che gli uomini, specialmente dopo i 40 anni e questi ultimi sono generalmente i soggetti più colpiti. I ritmi frenetici della vita quotidiana e lavorativa costringono spesso ad assumere posture sbagliate e a lungo andare, insorge una degenerazione delle vertebre del collo quasi sempre collegata a discopatie così che la definizione corretta dell’artrosi cervicale è “degenerazione del disco invertebrale”.
L’artrosi cervicale è destinata a peggiorare con il passare del tempo e se non viene affrontata e curata tempestivamente può coinvolgere anche le strutture nervose adiacenti il collo con tutte le conseguenze del caso: fastidiosi dolori che di diffondono alla braccia e alle mani, formicolii e nel peggiore dei casi, gravi impedimenti nei movimenti, a tal punto che i pazienti hanno difficoltà a muovere il capo, addirittura ad alzare o abbassare lo sguardo e a guidare la macchina. La difficoltà di movimento è quasi fisiologica quando si soffre di artrosi cervicale perché spesso il dolore è veramente intenso.

Come ci si accorge di soffrire di artrosi cervicale?
Innanzitutto il dolore che il paziente percepisce a livello della muscolatura bassa del collo e poi, come accennato sopra, la difficoltà di movimento. Un segnale importante da non sottovalutare sono quei piccoli rumori che si avvertono quando ci si gira o si ruota il collo. Quando il tratto cervicale è infiammato i dolori diventano diffusi fino ad arrivare a cefalee anche violente, vertigini, nausea, disturbi della vista, mal di stomaco e sonnolenza immotivata. Quando invece si parla di cervicobrachialgie (dolori che si irradiano alle braccia e alle mani) i pazienti lamentano generalmente formicolii, problemi al trigemino, diminuzione della forza e in alcuni casi anche disturbi della tiroide.

Lo stile di vita incide nell’insorgenza della malattia?
Sicuramente i ritmi estremamente veloci della vita di ogni giorno ci portano spesso ad assumere posture non corrette sia perché trascorriamo molte ore in piedi sia perché quando siamo seduti davanti ad una scrivania, spesso assumiamo posizioni “di comodo” ma estremamente sbagliate per bloccare il processo di infiammazione legato all’artrosi. Generalmente la posizione più corretta (quella che presuppone la schiena totalmente dritta) risulta essere la più disagevole e rimanendo a volte per ore ed ore in una posizione non corretta, anche i muscoli si “adattano” e accorciandosi, provocano delle compressioni sulle articolazioni. Un esempio è rappresentato infatti dalle situazioni legate allo stress: in questo caso l’ansia porta inevitabilmente a tensioni muscolari, create appunto dalla compressione dei muscoli.

Esiste una differenza di sintomatologia quando l’infiammazione colpisce vertebre diverse?bonhomme flecheIT.jpg
Ogni tratto del rachide cervicale ha una sua caratteristica manifestazione: se il problema è nella parte “alta” - I, II, e III vertebra - i sintomi più consistenti saranno a carico della testa e di tutto ciò che ad essa è collegato. Se l’infiammazione, invece, è presente nella parte “bassa” - IV, VI e VII vertebra - i problemi maggiori saranno quelli relativi alle braccia, alle spalle e in alcuni casi anche alla gola. Nei casi più gravi, i dolori si irradiano fino al tratto lombare e alle gambe, compromettendone anche il movimento.

Quanto incide il processo di invecchiamento sull’artrosi cervicale?
Recenti studi hanno dimostrato come il 13% degli uomini tra i 30 e i 40 anni, soffra di artrosi mentre la percentuale sale vertiginosamente (100%) tra i 70enni; le donne se la “cavano” meglio: 5% a 40 anni, e 96% a 70.

Esistono dei fattori di rischio e quali sono?
L’età e il sesso sembrano rappresentare due fattori di rischio nell’insorgenza della patologia, ma non solo: un’altra importante situazione è quella legata ai traumi in conseguenza di un contraccolpo (ad esempio un tamponamento in macchina) oppure piccoli traumi ripetuti magari a causa di un lavoro pesante svolto ogni giorno e in tutte quelle situazioni che possono favorire un’infiammazione del tratto cervicale. Anche un trauma subito molti anni prima, può rappresentare un fattore di rischio. Alcuni studiosi hanno correlato anche la predisposizione familiare tra le cause di rischio di artrosi, ma questa è una tesi ancora tutta da dimostrare, mentre il fumo eccessivo sembra essere una causa “accertata” di probabile infiammazione.

Quando è opportuno rivolgersi al medico?
Quando il dolore va ad aumentare e compaiono anche altri sintomi quali formicolii e senso di torpore alle braccia. Lo specialista provvederà quindi ad una visita durante la quale farà ruotare il collo e la testa e per completare la diagnosi, richiederà una radiografia della colonna cervicale per vedere se gli spazi tra le vertebre si sono ridotti e se ci sono eventuali ernie o sporgenze ossee. Se questo tipo di indagine non dovesse essere sufficiente, si ricorrerà alla Tac, esame ancora più approfondito, in grado di valutare la “salute” dei dischi intervertebrali, e lo stato generale della colonna comprese eventuali ernie del disco.

Qual è il tipo di prevenzione più idoneo per l’artrosi cervicale?
Visto che il “trascorrere degli anni” gioca un ruolo fondamentale in questa patologia, è quasi impossibile attuare una prevenzione “ad hoc”, piuttosto si può tener conto di alcune piccole regole: 1) cercare di evitare situazioni che possono portare a traumatismi cervicali (sforzi particolari, sport violenti ecc..), specialmente se si vive già una situazione latente, 2) cambiare posizione ogni tanto, specialmente se si trascorrono parecchie ore seduti (soprattutto davanti al computer), 3) praticare una moderata attività fisica.

Qual è la terapia giusta?
Molti pazienti hanno trovato giovamento rispetto al dolore, con l’utilizzo di un collare morbido che sicuramente ne limita i movimenti ma nello stesso tempo può ridurre l’infiammazione. Sarà bene utilizzare il collare per alcuni giorni e toglierlo in modo graduale quando la situazione migliora. Gli antidolorifici, antinfiammatori e anche i miorilassanti sono utili nella fase acuta ma non bisogna abusarne e comunque vanno assunti sotto stretto controllo medico. Per quanto riguarda invece le trazioni, esistono tra gli specialisti, teorie diverse perché questo tipo di terapia non è indicata per tutti i pazienti anche se i dati riportano che l’80% dei pazienti ha trovato giovamento con questa soluzione. Alcune volte dagli esperti vengono anche indicate la laserterapia e gli ultrasuoni utili specialmente perché sono in grado di attenuare il dolore in brevissimo tempo, mentre non è indicato l’intervento chirurgico se non in presenza di una grave compressione del nervo o del midollo spinale.

E quando si ha un’ernia cervicale, cosa si deve fare?
L'ernia cervicale, nella maggioranza dei casi e se non sussistono situazioni particolari, regredisce spontaneamente, generalmente nel giro di un mese. Molto importante per accelerare la guarigione, è una terapia fisica adeguata. Anche in questo caso le immagini diagnostiche (RMN) e radiografiche (RX cervicale morfodinamica) diventano fondamentali per capire se occorre ricorrere all’intervento chirurgico. Questo deve essere eseguito da uno specialista con una tecnica microchirurgica, in modo da abbreviare notevolmente i tempi di convalescenza: l’intervento è piuttosto semplice, i tempi di recupero sono velocissimi e la soluzione è garantita. Il giorno dopo l’intervento si può tornare a casa e non è necessario indossare il collare. Immediatamente si possono riprendere le normali attività e nel giro di poco più di un mese, anche l’attività fisica.

Quale ginnastica effettuare per migliorare i disturbi derivanti da artrosi cervicale?
Sono molto indicati gli esercizi di stretching che sono piuttosto facili da eseguire e sono alla portata di tutti. L’obiettivo è quello di allungare la colonna vertebrale e rilassare tutta la muscolatura: non occorre un allenamento particolare per eseguirli, tuttavia vanno effettuati costantemente ogni giorno per almeno un quarto d’ora per poter “apprezzare” consistenti miglioramenti. Ecco un esercizio facilissimo ed efficace: sdraiati a terra con la colonna ben “attaccata” al pavimento, portare le gambe rannicchiate al petto e tenere la posizione per 10 secondi. Poi ripetere l’esercizio tenendo una gamba tesa sul pavimento e l’altra al petto, sempre per 10 secondi, alternandole. L’ideale sarebbe eseguire una serie da 5 di ogni esercizio.

che cosa è la Cervicale e come si può curare?

Dolori alla CERVICALE

Caro lettore/lettrice Prima di descrivere le varie forme di dolore alla cervicale e i rimedi offerti dalla magnetoterapia, di seguito diamo alcuni cenni di anatomia del collo.

 

La colonna cervicale

è composta da sette vertebre.
La prima vertebra denominata atlante e la seconda detta epistrofeo permettono la libertà di movimento della testa in tutte le direzioni. La settima vertebra

cervicale

è atipica e sporge più di tutte le altre; la sentiamo sulla schiena tra tronco e collo come una gobba: per questa caratteristica viene chiamata "vertebra prominens". Una particolarità delle vertebre cervicali sono i fori vertebrali che contengono l’arteria vertebrale.
La colonna cervicale è avvolta da legamenti forti, che tengono assieme i singoli segmenti vertebrali, ed è circondata da un apparato muscolare che sostiene e muove in coordinazione ed armonia la colonna e la testa, e fa da leva a certi movimenti delle spalle e braccia. I principali muscoli sono i muscoli trapezii che reggono il collo e la testa sulla parte posteriore e gli sternocleidomastoidei che controllano la rotazione.
Il collo, un capolavoro della natura, contiene vertebre, legamenti, muscoli, nervi e ghiandole (tiroide), tutti in uno spazio molto ristretto e in una funzione e interattività meravigliosa. - Visto di fronte e dalla schiena la colonna

cervicale

è rettilinea, mentre vista di lato forma una curva fisiologica (normale). Questa curva lordotica, con la convessità rivolta in avanti, permette un assorbimento dei colpi che vengono prodotti dai passi o da salti a protezione della testa.

DESCRIZIONE, CAUSE E SINTOMI DEI DOLORI ALLA CERVICALE

La cosidetta cervicale (oppure dolore alle cervicali o alla cervicale), è una sintomatologia molto diffusa soprattutto dopo i 45 anni di età.
Il dolore alla cervicale è generalmente suddiviso come segue.

La cervicalgia

(dolori alla colonna cervicale)
L’origine va dal semplice spasmo muscolare dopo un colpo di freddo, all’artrosi (calcificazioni intorno alle articolazioni vertebrali), all’anchilosi spondilartritica (perdita dell’articolarità), dove i legamenti calcificano e rendono la colonna come un bastone di bambù.

La sindrome cervico-brachiale

, è un dolore nevralgico che parte dal collo (area cervicale) e che si irradia verso il braccio, fino ad arrivare alla mano. La causa è l’irritazione di una o più radici nervose che fuoriescono dalla colonna cervicale e che terminano nelle strutture remote delle braccia.

La cervico-occipitalgia

è una condizione dolorosa che ha origine alla nuca (colonna cervicale) e che si irradia verso la testa, qualche volta fino a raggiungere gli occhi. Caratterizzata da cefalea, vertigini, disturbi della vista e dell’udito, a volte anche disturbi della deglutizione. La causa è sovente una tensione nervosa (psichica) o una posizione uniforme e prolungata davanti al video che irrigidisce i muscoli occipitali. Questi bloccano il libero giuoco delle articolazioni cervico-occipitali e atlanto-assiali. Viene così irritato e infiammato il nervo suboccipitale che ci segnala i dolori.

Il colpo di frusta

è causato da una brusca decelerazione-accelerazione della cervicale che causa lo stiramento dei muscoli e dei legamenti cervico-nucali, nonché delle strutture nervose. Ciò comporta un effetto lesivo a carico dei recettori e delle fibre nervose (gli effetti lesivi possono essere sia periferici, sulle afferenze vestibolari e propriocettive, sia centrali, per lo stiramento del midollo cervicale). Inoltre la muscolatura cervico-nucale si contrae a scopo antalgico (una reazione di difesa), limitando le capacità articolari della colonna cervicale.
La conseguenza di tutti questi effetti è una sintomatologia rappresentata da dolore cervicale, rigidità del collo, cefalea, dorsalgia e, talvolta, formicolii alle braccia e alle mani (parestesie). Tale sintomatologia, dopo un'adeguata terapia, tende a scomparire nel giro di 1-3 mesi. In alcuni casi, tuttavia, si può verificare la cosiddetta "sindrome tardiva del colpo di frusta", che può persistere anche più di sei mesi; questa, oltre ai sintomi suddetti, presenta vertigini, ansia, depressione, insonnia, disturbi dell'occhio e dell'orecchio (acufeni, ipoacusia, annebbiamenti della vista, dolori retrobulbari, ecc).

Il torcicollo

. A chi non è capitato di viaggiare con il finestrino abbassato, di entrare in auto sudato e di accendere immediatamente l’aria condizionata, oppure di dormire con la finestra aperta, o di uscire di casa con i capelli bagnati? Improvvisamente poi quella sensazione fastidiosa, ed il collo che si blocca, ogni movimento diventa doloroso, i muscoli sono gonfi, duri, contratti, e non riusciamo più a ruotare o flettere il cranio nella direzione che vogliamo.
Il capo della persona affetta da torcicollo assume una caratteristica posizione: è inclinato in avanti verso un lato. Se la causa è uno spasmo muscolare la testa non può muoversi liberamente nelle diverse direzioni e ogni tentativo provoca un dolore violento, che può insorgere all'improvviso o aumentare gradualmente. Generalmente i dolori sono localizzati su un lato del collo dove i muscoli sono particolarmente dolenti anche alla pressione.

Anche se le cause della cervicalgia (dolori alla cervicale) possono essere varie, le principali possono essere individuate nella sedentarietà e nella postura che si tiene nelle ore di lavoro. Chi lavora con il computer, in particolare, facilmente può soffrire di dolori alla cervicale.
Nella letteratura medica esistono ormai situazioni professionali considerate causa di dolore localizzato alla regione cervicale: innanzitutto i lavori legati all’utilizzo prolungato del videoterminale, ma anche tutte quelle professioni che portano a posizioni obbligate del capo per tempi lunghi come, per esempio a chi lavora con la macchina da cucire. Gli esperti statunitensi, nella classificazione delle cervico-brachialgie, hanno individuato la cosiddetta “mouse arm syndrome”, derivante dall’utilizzo scorretto del mouse.

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